by Antonio Liguori
"E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina." (Henry Ford)
Sentiamo parlare spesso del cosidetto "debito pubblico", ma cos'è il debito pubblico! Secondo quanto riportato nel supplemento del bollettino statistico di Bankitalia «Finanza pubblica, fabbisogno e debito» il debito pubblico è cresciuto a 1.812,7 miliardi. Il governo fa sapere che ogni cittadino italiano ha un debito con lo stato di circa 30.000 euro, ma e possibile! Le istituzioni, i politici, i sindacati dicono che le tasse non si possono ridurre più di tanto, non si possono defiscalizzare gli stipendi e straordinari, perchè con un debito cosi, il paese non se lo può permettere. Il debito pubblico e un vero ostacolo per tutta la ripresa dell'economia. Ma e vera sta cosa!
Cominciamo a spiegare che se c'è un debito, c'è anche un credito. Chi sono i debitori? E chi i creditori? Per debito pubblico si intende il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o soggetti stranieri, che hanno sottoscritto obbligazioni (come BOT e CCT) destinate a coprire il fabbisogno finanziario statale. Se anno dopo anno, il bilancio dello Stato chiude sempre con un deficit, ossia le entrate (essenzialmente gettito fiscale) superano sempre le uscite (spesa pubblica), alla fina viene a realizzarsi una situazione insostenibile, pari a quella di un individuo che sistematicamente spende più di quanto guadagna ed è quindi costretto ad indebitarsi con un meccanismo a spirale. La presenza di un deficit si può attribuire solitamente ad un eccesso di spesa, a sua volta causata da spese inattese o straordinarie, come una guerra o una catastrofe naturale, oppure da eccessi di spesa rispetto alle entrate, dettati da precise politiche economiche di sostegno alla domanda, da scelte politiche finalizzate a creare e mantenere il consenso politico, dall'incapacità o dalla mancanza di volontà di ridurre le spese superflue. Per le stesse ragioni il deficit può poi attribuirsi anche a politiche fiscali deboli, che portano nelle casse statali meno denaro di quanto necessario a coprire i costi della pubblica amministrazione. Facciamo un esempio. Prendiamo una famiglia composta da padre, madre e due figli. Il capo famiglia ha un lavoro con un reddito di 1.500 euro al mese. L'intera famiglia dovrà vivere ogni mese con i 1.500 euro. Se c'è la fanno, hanno saputo amministrare bene quella somma di denaro, quindi non avranno debito con nessuno, non saranno costretti a chiedere un mutuo alla banca o ad altri soggetti. Se invece la famiglia spende più di 1.500 euro al mese, essi saranno costretti a cercare i soldi mancanti da un'altra parte. Se li dovranno far prestare da qualcuno, (la banca), quindi hanno fatto un debito. Loro saranno debitori della banca, mentre la banca sarà creditrice di quella famiglia. Lo stesso avviene con lo stato italiano. Ogni anno, negli ultimi 40 anni, lo stato ha speso molto più di quello che riusciva a guadagnare, (entrate fiscali), ed ecco che per procurarsi nuovo denaro emetteva (lo fa tutt'ora) "Titoli di Stato". I cittadini che con grandi sacrifici mettono qualche soldo da parte, poi li depositano sottoscivendo obbligazioni (BOT e CCT). Lo stato con quei soldi copre il buco che si e creato, ma quei soldi sono dei cittadini, prima o poi alla scadenda del "Titolo", lo stato li dovra restituire, e con gli interessi. Ecco che si e creato il debito pubblico; soldi che con gli interessi sono arrivati a circa 1.750,4 miliardi di euro.
A questo punto voglio fare alcune considerazioni. Chi ci ha governato negli ultimi 40 anni, non l'ha saputo fare, facendo scelte sbagliate. I maggior partiti politici italiani si sono mangiati l'Italia, (vedi Tangentopoli). Pultroppo la colpa e soprattutto nostra, siamo stati noi italiani a collocare quella gente al governo, con il voto. Ancora oggi la gente e molto ignorante sulla politica, non capisce niente di politica, non si occupa di politica, non si informa della politica.
Ritorniamo al debito pubblico, mi viene da pensare ma perche lo stato italiano invece di emettere Titoli di Stato non emette moneta! Perchè invece di stampare Titoli di Stato non stampa moneta! Perchè indebitarsi con individui, imprese, paesi esteri, banche, quando sa che quei soldi li dovrà comunque restituire con un interesse. Perche non emette banconota? Non sarebbe più conveniente per lo stato italiano!! Niente Titolo di Stato/niente debito pubblico.
Partiamo dall'inizio in modo da capir bene cos'è. Tutto inizia il 27 luglio 1694, quando il massone e banchiere londinese "William Paterson" fonda con alcuni fratelli la prima banca centrale al mondo: la Old Lady of Threadneedle Street, meglio conosciuta come Banca d'Inghilterra. Non si tratta della prima banca in assoluto, perché già nel 1163 a Venezia esisteva un Monte fruttifero privato creato per favorire il commercio, per non parlare del Banco di San Giorgio del 1407 a Genova, vera e prima banca pubblica d'Europa. La Banca d'Inghilterra è invece la prima Banca Centrale al mondo. Perché è importante questa banca? Risponderei volentieri, ma lascio la parola a "Karl Marx", il quale nella sua opera "II Capitale", denuncia senza mezzi termini che, fin dalla nascita, le grandi banche non sono state altro che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro denaro. L'accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche. Già nel 1867 (anno di pubblicazione delle 1000 copie del suo libro) era chiaro un collegamento tra debito pubblico e banche. Questo è il primo dato interessante. È per questo che il 27 luglio 1694 sarà per noi una data simbolica molto importante, perché, a torto o a ragione, ha inizio il fantomatico "Signoraggio monetario". Prima però di spiegare cos'è questo Signoraggio, ricordo che il modello della Bank of England fu esportato e copiato in ogni paese (in Francia il 18 gennaio 1800 grazie al fratello Bonaparte e in Germania il 10 marzo 1870, nel 1913 in America con la Federal Reserve Bank per opera dei massoni Warburg, Rockefeller e Rothschild). Come oggi un manipolo di persone esporta la democrazia per strategie geopolitiche, 315 anni fa un manipolo di banchieri massoni ha inventato ed esportato un sistema monetario basato sul debito, per strategie socio-politiche: tenere incatenate e soggiogate centinaia di milioni di persone.
Cos'è il Signoraggio monetario? Ufficialmente non esiste. Nessuno ne parla. Eppure è un qualcosa che sta facendo sprofondare l'intero pianeta nel debito, giorno dopo giorno, inesorabilmente. Quante volte abbiamo sentito parlare di debito pubblico, commerciale, di debito dei paesi in via di sviluppo, ecc. Ma debito nei confronti di chi?
Le banche centrali emettono denaro dal nulla, anche senza riserva. Facciamo un esempio numerico: stampare un biglietto da 500 euro costa, più o meno, 5 centesimi di euro (tra carta e inchiostri)! Una sciocchezza, vero? Ebbene questa banconota, che costa solamente 0,05 euro, viene «affittata» agli Stati al valore nominale, cioè a 500 euro! Questa differenza è il Signoraggio! La società privata che stampa ed emette la moneta in pratica "guadagna" per ogni banconota emessa la bellezza di 499,05 euro (tolte le spese di stampa) mentre lo Stato, sempre per ogni banconota, s'indebita di 500 euro! Sapete qual è il nome di questa società privata che s'incamera il Signoraggio? Banca Centrale. Per essere precisi, allo Stato quella moneta costa ancora di più per via del «tasso di sconto» (il costo cioè del denaro tra Banca Centrale e banca locale) che oggi è del 2%. Per cui la banconota da 500 euro, allo Stato costa la bellezza di 500 euro + 2 euro (pari al tasso del 2%) e quindi 502 euro !!! Siamo o non siamo alla follia pura? Lo Stato paga alla Banca Centrale (BCE che e una società s.p.a., quindi privata) l'affitto di questa moneta con Titoli di Stato, e pertanto s'indebita in maniera spropositata e continuativa nei suoi confronti. Noi paghiamo questo debito con le nostre tasse. Lo Stato in definitiva monetarizza il proprio debito, e questo debito continuerà a crescere giorno dopo giorno, anno dopo anno. Nessuno con un simile sistema potrà mai semplicemente pensare di uscire dal debito, figuratevi i Paesi in via di sviluppo. Immaginiamo un attimo, e se fosse lo Stato a stamparsi la moneta e a tenersi il Signoraggio? Esisterebbero meno tasse e più basse. Una società dove le persone lavorano senza ammazzarsi per sopravvivere come accade oggi? Utopia? Per qualcuno sì, per me si chiama Sovranità monetaria, quella che ci hanno tolto da molto tempo, e cioè almeno da quel lontano 27 luglio 1694. Qualcuno in passato ha tentato di rientrare in possesso della Sovranità, ma gli è costato parecchio.
Il 4 giugno 1963 il presidente statunitense "John F. Kennedy" con l'ordine esecutivo 11110, ordinò l'emissione da parte del Ministero del Tesoro - quindi dello Stato - di oltre 4 miliardi di dollari dell'epoca con banconote che recavano la scritta "United States Note" (biglietti di Stato, in pratica dei cittadini) invece di "Federal Reserve" (biglietti della Fed, in pratica della Banca Centrale privata). Kennedy impedì alla Federal Reserve di prestare denaro su interesse al Governo Usa, giocando pericolosamente col fuoco, sfidando il potere della Banca, infatti il 22 novembre, e cioè dopo pochi mesi, fu assassinato a Dallas, città simbolo del "denaro" e "undicesima" sede delle dodici Banche Centrali statunitensi! Sapete qual'è stata la prima cosa che fece il suo successore, Lyndon Johnson? Ritirò immediatamente dalla circolazione quei dollari del «popolo» sostituendoli con quelli "privati" della Federal Reserve!
Nel nostro Paese la sovranità monetaria (il potere di chi stampa ed emette moneta) e quindi il Signoraggio, è nelle mani della Banca Centrale Europea (BCE) con sede a Francoforte. La BCE, privata, nata con il Trattato di Maastricht, è una banca formata dalle 15 Banche centrali dei paesi membri fondatori tra cui la nostra Bankitalia (con sede alle Cayman). Non tutti sanno però che le Banche centrali sono per la maggior parte banche private. Bankitalia per esempio è controllata da Gruppo Intesa (pro-prietaria del 27,2%), San Paolo IMI (17,23%), Capitalia (11,15%), Uni-credito (10,97%), Generali (6,33%), Monte dei Paschi (2,50%), RAS (1,33%), INPS (5%), Carige (3,96%), BNL (2,83%), La Fondiaria (2%), Premafin (2%), Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%), e un restante 5,65% di anonimi. Solamente i primi 3 gruppi controllano oltre il 55% della Banca Centrale italiana, e la cosa assurda è che la Banca Centrale dovrebbe controllare le banche commerciali, cioè i propri soci. Ma come e possibile? Il controllore che controlla se stesso! Ora è chiaro perché non sono stati evitati, e non lo saranno neppure in futuro, scandali e crack finanziari. Quindi la BCE è una banca privata, perché formata da banche private, ma a differenza delle altre è l'unica privata che può per legge emettere moneta in Europa. Come recita l'articolo 105A del capitolo 2 della «Politica monetaria» del Trattato di Maastricht: «La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità». Il Signoraggio europeo è pertanto di competenza della BCE, la quale poi lo distribuisce ai soci privati in proporzione alla percentuale di competenza.
Questo l'elenco dei soci con le relative percentuali:
Detto questo, noi comuni cittadini consumatori e base della Piramide del Potere, cosa possiamo fare? Intanto, prendere coscienza del funzionamento di un sistema monetario e di un Signoraggio grazie ai quali il potente cartello delle banche sta facendo sprofondare volutamente il pianeta in un baratro economico spaventoso. Quale controllo è più efficace dell'impoverire le masse? Si tratta di un establishment talmente potente che nessuno, e dico nessuno, si mette contro denunciandolo pubblicamente al mondo intero. A parte personaggi eccezionali, sconosciuti ai più, come il professor "Giacinto Auriti" (promotore della moneta alternativa Simec), dove sono i paladini della giustizia? Quelli che in tivù si fanno promotori dei diritti dei cittadini? È facilissimo criticare una società o una banca perché si comporta male, perché frega le persone, ecc., ben più difficile è denunciare un sistema monetario che sta mandando in rovina l'intero pianeta. Perche nessun giornale, nessun programma televisivo ne parla, ci rompono i coglioni con i talk-show, con i reality ma di queste cose nessuno ne parla. Il nostro paese dovrebbe essere padrone della propria noneta, e il popolo che da valore alla moneta, non se la deve far prestare con un interesse, da una società privati, che li crea dal nulla, e inammssibile. Anche se bisogna dire che i paese che oggi sono (padroni) della propria moneta, perchè sono loro, cioè lo stato stampa ed emette moneta, vengono poi boigottati dal resto della comunità. Sono quasi 40 anni che Cuba subisce pressioni e boicotaggi perche stampa moneta da se. Quindi e difficile che un paese si mette contro il sistema manetario. E difficile che un politico porti avanti un discorso del genere in parlamento. Bisogna che il popolo si informa, non fermatevi alla lettura di questo blog, cercate altre notizie su questo argomento in internet.
Ci sono tanti illuminari dell'economia (almeno cosi si definiscono) che dicono che stampare moneta propria farebbe salire l'inflazione! Ma cos'è l'inflazione. Con il termine "inflazione" ci si riferisce al fenomeno dell’aumento continuo e generalizzato di tutti i prezzi. Questo si verifica quando la domanda di beni e servizi è in eccesso rispetto alle risorse del sistema economico (offerta). La domanda globale è quindi in eccesso rispetto alle capacità produttive del sistema. Se per esempio i cittadini ottengono un incremento di reddito, domanderanno una quantità maggiore di beni e servizi. Se non è possibile aumentare l'offerta in uguale quantità, i prezzi tenderanno ad aumentare. I consumatori faranno a gara tra di loro per accaparrarsi i pochi beni in circolazione e causeranno così un aumento dei prezzi. Facciamo un esempio, immaginiamo che Giorgio l'ortolano si rechi al mercato rionale per vendere le sue patate. Dall'esperienza delle settimane passate sa che fissando il prezzo a 2 euro il Kg riuscirà a vendere tutti e 15 i Kg di patate che ha portato con sé. In piazza ci sono Anna, Beatrice e Carla che sono scese per fare la spesa: ognuna ha deciso di destinare 10 euro all'acquisto di patate dall'ortolano. Passa prima Anna e ne compra 5 kg, poi Beatrice fa lo stesso ed infine, nella tarda mattinata è il turno di Carla, che acquista gli ultimi 5 kg. La settimana seguente il prezzo delle patate è sempre di 2 euro ma nel frattempo è successo qualcosa. Anna ha infatti sposato un bravissimo falsario ed ora può destinare all'acquisto di patate 20 euro, di cui 10 falsi. All'apertura del mercato Anna acquista subito 10 Kg di patate e se ne va. Quando poco dopo giunge Beatrice e compra gli ultimi 5 chili Giorgio si ritrova senza più mercanzia. Siamo solo a metà mattinata e le patate sono già state tutte vendute: non c'è più nulla per Carla, che torna a casa a mani vuote. Nei
giorni seguenti Giorgio ragiona tra sé e sé: “Poiché non posso portare al mercato più di 15 chili di patate e dal momento che a 2 euro le ho vendute tutte subito, potrei provare ad aumentare il prezzo!” Detto, fatto. La settimana successiva il prezzo delle patate è di 2 euro e cinquanta al chilo. Come al solito passa Anna con i suoi 20 euro, con i quali ora può acquistare solo 8 kg di patate, seguita da Beatrice e Carla, le quali si dividono a metà gli ultimi 7 chili, pagando 8 euro e 75 centesimi a testa. Giorgio l'ortolano se ne torna a casa con 37.5 euro, sette e mezzo in più della settimana precedente. Che cosa ci insegna questo breve aneddoto esemplificativo?- I primi a ricevere la moneta nuova incrementano il loro reddito a spese di chi la moneta non la riceve: Anna riesce in un primo tempo ad acquistare i prodotti al “prezzo vecchio” ed anche dopo l’adeguamento dei prezzi può comprare più patate di quanto riuscisse a fare in partenza (+3 Kg) , il tutto a spese di Carla e Beatrice (-1,5 Kg a testa).- Il prezzo aumenta in seguito ad un incremento della domanda, Giorgio non aumenta il prezzo delle patate perché è un negoziante cattivo e speculatore ma lo fa in seguito ad un aumento della domanda di patate innescata dai dieci euro falsi di Anna. Siamo sempre al mercato e stavolta ci occupiamo di Dario il macellaio. Anna è vegetariana, Carla e Beatrice spendono ogni settimana 10 euro per comprare del filetto ed a fine giornata Giorgio l’ortolano destina un terzo dei suoi ricavi (10 euro) all’acquisto di carne. Immaginiamo che la prima settimana il prezzo della carne sia di 10 euro al Kg e che Dario abbia in negozio 3 Kg di carne, che vengono tutti venduti. Per tre settimane tutto continua come prima fino alla sera della quarta settimana, quando Giorgio arriva in negozio con 13 euro, tre in più (ne ha incassati 37,5) e vorrebbe acquistare della carne che però non c'è. Che cosa accadrà la settimana seguente al prezzo della carne? Dario lo aumenta ad 11 euro al chilogrammo! Col passare del tempo, man mano che la nuova moneta “circola” nell'economia, vi sono adeguamenti nei prezzi di tutti i beni. Questo aumentare dei prezzi e l'inflazione.
Allora adesso vediamo due ipotesi.